Giorno della Memoria – 27 gennaio 2026
Una delle pagine più buie della storia dell’umanità avrebbe dovuto insegnarci come la deumanizzazione dell’altro – trasformando persone in categorie, riducendo identità complesse a stereotipi – sia stato il meccanismo psicologico che ha reso possibile l’indicibile.
In un presente segnato da conflitti e tensioni globali, questo insegnamento sempre essere stato drammaticamente dimenticato. Assistiamo ancora a 𝗿𝗲𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝗻𝗼, etichettano, escludono. A 𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗮𝗴𝗴𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝘃𝘂𝗼𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗹’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼 della sua umanità per renderlo nemico.
Il nostro lavoro ci ha insegnato che la costruzione del pregiudizio inizia nei 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗴𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗶𝗹𝗶: dalla categorizzazione rigida, alla generalizzazione, fino alla negazione dell’empatia. E sappiamo anche che il percorso verso la tolleranza richiede l’esercizio costante del 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶𝗲𝗿𝗼 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗼, della 𝗰𝘂𝗿𝗶𝗼𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝗮̀, del 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝘃𝘂𝗹𝗻𝗲𝗿𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗮.
La memoria non è solo ricordo del passato, ma 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 e 𝗱𝗼𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼. È l’impegno quotidiano a riconoscere la dignità di ogni persona, a contrastare ogni forma di discriminazione, a costruire spazi di dialogo dove le differenze diventino ricchezza e non minaccia.
Come psicologhe e psicologi OPRC scegliamo, con urgenza, di essere custodi di questa memoria e 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗹𝗹’𝗮𝗰𝗰𝗲𝘁𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, sul rispetto e sulla tutela dei diritti umani.
Ultimo aggiornamento
27 Gennaio 2026, 13:17
OPRC – Ordine Psicologi Regione Campania